Google Finance, Very Good



E’ possibile che a qualcun altro, oltre che a me, piaccia tenere sotto controllo i propri investimenti quotidianamente. Ci sono molte opzioni per farlo, naturalmente, ad iniziare dalle app offerte dalla propria banca.


Una alternativa abbastanza usuale è crearsi un portafoglio in Excel, ma l’inserimento manuale dei dati è una vera noia. Così qualcuno più esperto potrebbe sopperire a quel problema installando una DDE, cioè una sorta di alimentazione automatica. Però non tutti lo sanno fare.

Se si sa usare anche un DDE si aprono le porte all’uso di formule proprietarie in Excel che permettono di arricchire il quadro delle informazioni.


Recentemente mi sono imbattuto nei Google Sheets che sono praticamente un Excel on line.

Si lo so non sono una volpe informatica, visto mi sono accorto della loro esistenza da poco mentre è un servizio piuttosto datato.


All’inizio inoltre non ne ero rimasto particolarmente colpito, ma poi ho scoperto che esiste una funzione chiamata Google Finance che è molto potente e che mi ha risolto un sacco di problemi.


Una delle sue tante funzionalità è che crea in automatico un database aggiornato dei prezzi di un determinato valore mobiliare, azione obbligazione o fondo che sia, semplicemente aprendo il foglio.

Tutta l’importazione dei dati avviene in automatico. Naturalmente i dati sono ritardati, quindi non è possibile farne un uso professionale, ma a me pare già una gran cosa.


Oggi piuttosto che farvi vedere come fare un portafoglio di titoli che si aggiorna in automatico preferisco farvi vedere vedere come si può costruire facilmente un radar di gap usando Google Sheets.


I gap sono, per gli analisti tecnici, dei segnali molto importanti, vi invito a cercare sugli innumerevoli tutorial le informazioni per approfondire. Oggi a me interessa solo definirli per per farvi vedere come funzionano Google Sheets e Google Finance.


Il gap si genera quando il massimo del giorno precedente ed il minimo del giorno successivo non insistono sulla stessa area di prezzo. C’è cioè un “salto” tra un giorno e quello successivo.

Ovviamente ho illustrato il caso del gap up. Ma potrebbero generarsi anche dei gap down. In questa sede non li prenderemo in esame, ma ovviamente basta invertire il ragionamento.


Il radar di gap di fa in due semplici mosse:

la prima è installare la funzione Google Finance indicando quale titolo si vuole seguire, in questo caso Apple, (ma questo non è un suggerimento di investimento) e indicando di quanti giorni si vuole tornare indietro. In pochi istanti avrete il vostro database storico aggiornato.


La seconda mossa è creare una colonna con una formula che intercetti la condizione di non overlapping delle giornate (la sintassi è praticamente uguale a quella di Excel).

E’ tutto talmente evidente che non commento oltre.


Un solo avvertimento attenzione alle giornate di stacco delle cedole!

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